«Siluerie a teatro»: dieci anni di Frosinone raccontati in ciociaro

Una commedia tutta ciociara, forse, è persino riduttivo. Siluerie a teatro è stato un viaggio dentro la frusinatità media, quella quotidiana, riconoscibile, fatta di abitudini, modi di dire, luoghi simbolici e contraddizioni che ogni cittadino di Frosinone conosce fin troppo bene.

Sul palco, Andrea Santacaterina, autore e volto dietro la celebre pagina Facebook Siluerie, ha ripercorso i dieci anni di vita del progetto attraverso il suo alter ego, Silverio: una maschera popolare e contemporanea, nata online ma profondamente radicata nella città reale. La regia è stata affidata a Fabrizio Sparta, in uno spettacolo che ha scelto di non seguire rigidamente le regole del teatro classico, ma di restare fedele allo spirito da cui Siluerie è nato: spontaneità, ironia, dialetto, confidenza con il pubblico.

Il risultato è una messa in scena casareccia nel senso più bello del termine: personale, diretta, senza filtri. L’emozione era evidente, ma mai quanto la naturalezza con cui Santacaterina ha costruito un dialogo continuo con la sala. Non solo monologo, non solo racconto, non solo commedia: Siluerie a teatro è stato un incontro collettivo, quasi una chiacchierata di paese allargata, dove il pubblico non si limita a guardare ma diventa parte della storia.

Attraverso vignette, ricordi e riflessioni, lo spettacolo ha riportato in scena una Frosinone riconoscibilissima: quella dei luoghi iconici, delle rotatorie, delle frasi diventate patrimonio comune, del celebre «a Frosinone non si fa mai niente», ma anche quella di una città raccontata con affetto proprio mentre viene presa in giro. Perché la forza di Siluerie è sempre stata questa: ridere di Frosinone senza mai rinnegarla, trasformando difetti, folklore e piccole nevrosi cittadine in materiale narrativo.

Non sono mancati riferimenti alla nascita della pagina, agli incontri che ne hanno accompagnato il percorso e a quella lingua ciociara che, più che semplice dialetto, diventa strumento di appartenenza. Il ciociaro di Siluerie non è decorazione, ma sostanza: è il modo più sincero per raccontare una città che spesso si capisce davvero solo se la si ascolta parlare come parla tutti i giorni.

A impreziosire la serata anche la presenza sul palco, per qualche minuto, di Franceschino Marzano, storico ed iconico volto del carnevale ciociaro, che con la sua chitarra ha riportato l’atmosfera verso le radici più popolari della tradizione, intonando alcune classiche canzoni ciociare.

La cosa più sorprendente, però, è stata forse proprio la libertà dello spettacolo. Battute scambiate con il regista, richiami alla famiglia, amici coinvolti dalla platea, momenti improvvisi e altri più intimi: tutto ha contribuito a costruire una serata lontana dagli schemi, ma perfettamente coerente con l’identità di Siluerie. Perché raccontare Frosinone, in fondo, significa anche accettarne il disordine, la familiarità, il modo tutto suo di prendersi e non prendersi mai troppo sul serio.

Siluerie a teatro, scritto e interpretato da Andrea Santacaterina, non è stato soltanto il racconto di un progetto arrivato a dieci anni di vita. È stato il racconto di una comunità che si riconosce nelle proprie battute, nei propri luoghi e perfino nelle proprie lamentele.

Una serata di risate, memoria e identità, con un valore aggiunto importante: l’intero ricavato è stato devoluto in beneficenza al reparto di pediatria dell’ospedale di Frosinone. Il costo del biglietto era di 10 euro, un prezzo simbolico per uno spettacolo che ha saputo restituire molto più di una semplice serata a teatro.