Da Frosinone al Festival di Venezia: Simone Flandina esordisce nel corto «Intrecci» con Stefano Fresi

Dalla formazione cinematografica a Frosinone al Festival di Venezia. Simone Flandina, allievo della Scuola d’Arte Cinematografica per bambini e ragazzi, ha preso parte a «Intrecci», cortometraggio realizzato in Ciociaria e presentato il 10 settembre nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Un’esperienza importante per il giovane interprete e un risultato che porta sul palcoscenico veneziano anche il percorso formativo svolto sul territorio. Flandina è infatti tra gli interpreti del progetto insieme a Stefano Fresi, attore conosciuto dal grande pubblico per numerosi lavori tra cinema e televisione.

Dalla scuola di cinema a Venezia

La partecipazione di Simone Flandina assume un significato particolare proprio per il percorso che l’ha preceduta. L’esperienza maturata come allievo della Scuola d’Arte Cinematografica per bambini e ragazzi trova nel cortometraggio un’occasione concreta di confronto con una produzione cinematografica e con professionisti del settore, fino alla presentazione di «Intrecci» a Venezia.

Il progetto è fortemente legato alla provincia di Frosinone. «Intrecci» è prodotto da Growing Production, realtà gestita da giovani cineasti del capoluogo, ed è stato realizzato dai registi Benedetto Orestini e Corrado Tatangelo di Anagni coinvolgendo anche gli studenti del liceo Sulpicio di Veroli. Le riprese sono state effettuate nel maggio 2026 proprio negli spazi dell’istituto verolano.

Nel cast figura Stefano Fresi, che nel cortometraggio interpreta uno psicologo. La presenza dell’attore accanto ai giovani interpreti ha rappresentato un ulteriore elemento professionale all’interno di un progetto nato e sviluppato in larga parte in Ciociaria.

«Intrecci», un racconto sul bullismo tra scuola e social

Al centro del cortometraggio, della durata di 15 minuti, c’è il tema del bullismo e della violenza tra adolescenti. La storia segue Matteo, un ragazzo di 16 anni introverso e con difficoltà nel rapporto con i coetanei, che diventa bersaglio delle prepotenze di Jacopo. Le vessazioni si trasferiscono anche sui social, trasformando la dimensione scolastica e quella digitale in un unico spazio di isolamento e umiliazione.

Il progetto punta così a parlare soprattutto ai più giovani, affrontando le conseguenze che il bullismo, l’esclusione e l’esposizione sui social possono avere sulla vita di un adolescente. «Ci vuole veramente poco a distruggere la vita di una persona» è uno dei passaggi centrali del cortometraggio.

L’obiettivo dichiarato dagli autori è portare successivamente il film nelle scuole italiane, trasformando la proiezione in un’occasione di confronto con gli studenti sul bullismo e sull’importanza di chiedere aiuto e parlare delle proprie difficoltà.

Un progetto cinematografico nato in Ciociaria

La storia di «Intrecci» racconta anche una filiera cinematografica che prova a crescere nella provincia di Frosinone: dalla produzione alla regia, dalle location agli studenti coinvolti, fino ai giovani che si formano sul territorio e hanno l’opportunità di confrontarsi con un set e con interpreti professionisti.

In questo percorso si inserisce l’esperienza di Simone Flandina, arrivato a Venezia con un film che affronta un tema sociale particolarmente vicino al mondo degli adolescenti. Per la Scuola d’Arte Cinematografica per bambini e ragazzi, la sua partecipazione rappresenta anche un risultato del lavoro di formazione rivolto ai più giovani e della possibilità di trasformare lo studio della recitazione e del linguaggio cinematografico in esperienze sul campo.

«Intrecci» lega così la sensibilizzazione contro il bullismo alla valorizzazione delle competenze cinematografiche presenti in provincia di Frosinone, portando fino a Venezia un progetto nato e cresciuto in Ciociaria.