Ore calde per il futuro dell’impianto. Il TAR accoglie il ricorso della Bellator Frusino.

Fulmine a ciel sereno per il futuro dell’impianto di viale Mazzini. Il TAR del Lazio, con la sezione staccata di Latina, ha accolto il ricorso della Bellator Frusino SSD s.r.l., assistita dall’avvocato Sonia Santoro, annullando l’aggiudicazione della concessione alla ASD Swimming Club e dichiarando inefficace il contratto stipulato con il Comune di Frosinone.
Alla base della decisione c’è una violazione delle condizioni previste dal bando di gara. In particolare, la società vincitrice aveva indicato la possibilità di affidare in subappalto la scuola nuoto. Una scelta non consentita dal capitolato, che permetteva l’esternalizzazione soltanto di servizi secondari, come pulizie, vigilanza, trattamento delle acque e punto ristoro. Secondo i giudici, invece, la scuola nuoto rappresenta una delle attività centrali della concessione e non può essere affidata a soggetti esterni.
Sono stati respinti, invece, gli altri rilievi della Bellator relativi ai criteri utilizzati dalla commissione per valutare le offerte tecniche, il ricorso incidentale della Swimming Club, e l’intervento della terza classificata nella procedura, la SSD Frosinone Pallanuoto.
Comune e Provincia di Frosinone sono stati condannati al pagamento 5.000 euro, più ulteriori oneri previsti.
La Swimming Club, dal canto suo, potrebbe impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato, e nel frattempo, continuerà a gestire l’impianto.
Arriva la diffida della Bellator
Dopo la sentenza del TAR, la Bellator Frusino ha inviato una formale diffida al Comune di Frosinone e alla Stazione Unica Appaltante della Provincia, chiedendo di dare immediata esecuzione alla decisione dei giudici.
L’iniziativa, mossa dall’avvocato Sonia Santoro per conto della società, fissa un ultimatum di dieci giorni per procedere con gli adempimenti richiesti.
Attraverso la diffida, la Bellator chiede innanzitutto l’esclusione della Swimming Club e la cessazione immediata della sua attività di gestione, con la conseguente riconsegna dell’impianto. La società punta inoltre allo scorrimento della graduatoria, ritenendo di avere diritto all’aggiudicazione della concessione, alla consegna della piscina e alla stipula di un nuovo contratto della durata di otto anni.
Nell’atto viene anche richiesto il pagamento delle spese legali stabilite dalla sentenza. Non manca, infine, un avvertimento alle amministrazioni: in caso di mancata esecuzione entro i termini indicati, la Bellator è pronta a rivolgersi nuovamente al giudice amministrativo attraverso un giudizio di ottemperanza, chiedendo anche la nomina di un commissario ad acta e il risarcimento degli eventuali danni.
La palla passa ora al Comune e agli uffici competenti, chiamati a valutare le richieste della società e a stabilire come procedere dopo la pronuncia del TAR. La gestione della piscina del Polivalente entra così in una nuova fase, con la possibilità di ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.



