Supermercati vuoti, distributori senza carburante e aggressioni: gli effetti della protesta in Ciociaria

A causa del blocco dei mezzi, non abbiamo ricevuto merce fresca di ortofrutta, ittico, carne, murale freschi. Ci scusiamo per il disagio.

Questo l’avviso su un cartello ripreso in un video girato in un supermercato a Ferentino che racconta le difficoltà nelle consegne dei prodotti freschi. La protesta degli autotrasportatori contro il carocarburanti sta avendo ripercussioni anche sui rifornimenti di benzina e gasolio, con disagi diversi da una zona all’altra della Ciociaria.

Consegne rallentate e scorte ridotte, soprattutto nei reparti di frutta e verdura. La situazione cambia tra punti vendita e momenti della giornata: accanto alle segnalazioni di scaffali vuoti, ci sono negozi che continuano a ricevere merce e a mantenere una disponibilità regolare.

Le difficoltà nella spesa

In rete, i cittadini segnalano episodi discordanti tra di loro: un utente segnala la mancanza di frutta in un supermercato nella zona del Giglio di Veroli, altri riferiscono carenze di verdure o di singoli prodotti tra Fiuggi e altri comuni. A Cassino, si riportano carenze di ortofrutta e altre difficoltà legate al fermo. Comunque, non sembrerebbe che gli scarichi siano del tutto bloccati nel territorio ciociaro e vi sono impegni nel territorio per ripristinare la regolare disponibilità dei prodotti.

supermercato vuoto avviso ferentino

Il quadro delle consegne continua a mostrare forti differenze anche nei comuni limitrofi. Se a Isola del Liri le attività commerciali segnalano arrivi regolari di merci fresche senza particolari disagi ai banchi, da Sora giungono testimonianze di cittadini preoccupati per la scarsità di beni di prima necessità e alimenti a lunga conservazione, con diversi supermercati che faticano a rifornire le corsie.

Altri utenti descrivono, quindi, merci disponibili sugli scaffali ad Alatri, Anagni e Frosinone, con consegne regolari. In tutta la Ciociaria e, in particolare, nel Cassinate, alcuni punti vendita sono stati presi d’assalto dai clienti nell’eventualità di un prolungamento della situazione, con scaffali svuotati dai clienti. I racconti si riferiscono a singoli casi, che non permettono di ricostruire con precisione una situazione uniforme della provincia.

Rifornimenti irregolari di benzina e gasolio

Le difficoltà riguardano anche i distributori di carburante. Già tra il 18 e il 20 ottobre alcuni impianti avevano esaurito le scorte, con automobilisti costretti a cercare benzina o gasolio altrove; riportate, infatti, attese per i rifornimenti ad Alatri, Fiuggi, Frosinone e Roccasecca.

Nonostante ciò, è stato fortemente consigliato di evitare la corsa al pieno, dato che nelle basi centromeridionali il carburante è disponibile e le criticità dipenderebbero dai rallentamenti della distribuzione e dai diversi tempi di consegna ai singoli impianti, senza pregiudicare un esaurimento generalizzato delle scorte.

Presidi, code e disagi

La mobilitazione degli autotrasportatori interessa Frosinone, Ferentino, Anagni e Ceprano e si è estesa a San Vittore del Lazio e Valmontone. Una prima ricostruzione parla di circa 76 mezzi totali che avrebbero partecipato al blocco dei caselli autostradali, tra cui 40 a Ferentino, 30 a Frosinone e 6 a Ceprano. Per San Vittore, si contano circa 10 autoarticolati nei pressi del casello.

Gli automobilisti segnalano code sulla viabilità ordinaria, dalla superstrada all’asse attrezzato e alle principali arterie della valle del Sacco, con alcuni pendolari che non sarebbero riusciti a raggiungere in tempo le stazioni ferroviarie. A San Vittore sono state segnalate ripercussioni anche sulla Casilina.

Non è detto, però, che i presidi possano intaccare direttamente il traffico autostradale, infatti le condizioni variano a seconda del tratto e dell’orario. Le forze dell’ordine continuano a seguire la mobilitazione e la gestione della viabilità.

Le conseguenze sui prezzi

Le difficoltà nelle consegne coinvolgono anche il Centro agroalimentare Roma (CAR), snodo della distribuzione ortofrutticola a Roma e nel Lazio meridionale. Alcune testate riportano problemi soprattutto per le merci provenienti dal Meridione, tra cui pomodori, peperoni, melanzane e uva. I ritardi possono ridurre la disponibilità e causare perdite ai produttori, perché i prodotti freschi hanno tempi di conservazione limitati.

Le quotazioni all’ingrosso superano 5,00 € al chilo per alcune varietà di pomodori siciliani, come ciliegino e piccadilly, e raggiungono circa 7,50 € per i datterini rossi. Per i pomodori a grappolo importati dall’Albania vengono indicati circa 2 € al chilo, mentre i peperoni spagnoli si attestano intorno a 3,80 €.

Alcuni ortaggi coltivati nel Lazio e in Abruzzo restano disponibili, sebbene a quotazioni superiori ai livelli abituali. Sul mercato pesano anche i danni alle produzioni agricole e le alte temperature: gli aumenti non possono quindi essere ricondotti unicamente alla protesta.

Le richieste dei manifestanti

Al centro della mobilitazione ci sono il costo del gasolio e le spese operative delle imprese. Gli autotrasportatori chiedono interventi al governo e prospettano la possibilità di proseguire fino al 27 ottobre, giorno in cui è previsto il tavolo del ministero dei trasporti, in assenza di risposte ritenute adeguate.

Sul piano locale, rappresentanti regionali chiedono misure per trasporti e agricoltura: un calmiere d’emergenza sui carburanti, crediti d’imposta per gli extracosti, contrasto alle pratiche commerciali sleali e accelerazione dei ristori. Tra le richieste, figura anche un tavolo in prefettura con enti locali e categorie.

Il confronto con il governo

Nel quadro nazionale ricostruito, il governo annuncia risorse sbloccate e pagamenti alle imprese, mentre alcune sigle hanno revocato il fermo dopo un’intesa e altre mobilitazioni proseguono. Il ministro dei trasporti Matteo Salvini chiede la rimozione dei blocchi e distingue il confronto con la categoria dagli episodi di violenza e intimidazione.

Le ripercussioni sulle forniture interessano anche altre regioni, dai prodotti ortofrutticoli ai carburanti. Per la Ciociaria restano centrali la regolarità delle consegne e i tempi di rifornimento, che possono cambiare sensibilmente tra un negozio o un distributore e quello vicino.

Aggredito un camionista ciociaro

Un autotrasportatore residente in provincia di Frosinone sarebbe stato aggredito il 20 ottobre a Dragoni, in provincia di Caserta. Secondo la ricostruzione pubblicata, l’uomo, sulla cinquantina, avrebbe rifiutato di fermarsi a un blocco e sarebbe stato inseguito fino a un’area di servizio lungo la Telesina.

Il camionista avrebbe riportato un grave trauma a un occhio, che rischia di perdere, e sarebbe stato trasportato all’ospedale di Caserta, senza riuscire a riconoscere gli aggressori.