Terre rare, in Ciociaria il primo impianto europeo per il riciclo dei riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) ha autorizzato la realizzazione del progetto strategico LIFE22-ENV-IT-INSPIREE. Questa decisione porterà alla nascita in Ciociaria del primo impianto su scala industriale in Europa dedicato al recupero di terre rare da magneti permanenti estratti dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

L’infrastruttura sorgerà all’interno dello stabilimento Itelyum Regeneration di Ceccano ed è uno dei 47 progetti selezionati dalla Commissione europea nell’ambito del regolamento dell’Unione europea sulle materie prime critiche.

L’iniziativa, primato ceccanese a livello europeo, è promossa dall’azienda italiana Itelyum in collaborazione con una rete di partner che include il consorzio EIT RawMaterials, il sistema multiconsortile senza scopo di lucro Erion, la società Glob Eco e l’Università degli studi dell’Aquila.

L’obiettivo principale dell’intervento è il rafforzamento della filiera nazionale ed europea del riciclo, così da ridurre la dipendenza dai mercati e dai fornitori esterni per l’approvvigionamento di materiali essenziali alla transizione energetica e allo sviluppo tecnologico.

La sfida geopolitica

Le terre rare costituiscono un gruppo di 17 elementi chimici, tra cui spiccano neodimio, praseodimio e disprosio, fondamentali per l’industria ad alta tecnologia e la transizione ecologica. Questi materiali sono componenti essenziali per la produzione di magneti permanenti utilizzati nei motori dei veicoli elettrici, nelle turbine eoliche, nei telefoni e in numerosi altri dispositivi elettronici di uso quotidiano.

Attualmente la catena di fornitura globale è controllata quasi totalmente da Pechino, elemento che spinge Bruxelles e Washington a cercare fonti interne di approvvigionamento. L’impianto di Ceccano si inserisce in questa partita geopolitica, con lo scopo di garantire all’Europa una maggiore autonomia industriale e sicurezza per le forniture di materie prime critiche.

Per il territorio la scelta di Ceccano come sede di questo innovativo polo europeo rappresenta un traguardo di portata storica. La Ciociaria, un’area storicamente legata alla manifattura tradizionale e caratterizzata da complesse sfide ambientali, trova in questo progetto una concreta opportunità di rilancio economico e d’immagine.

Con il posizionamento al centro della transizione ecologica e dell’economia circolare internazionale, il territorio può attirare competenze d’avanguardia e investimenti ad alto valore tecnologico, a dimostrazione che i ciociari sanno valorizzare in chiave sostenibile l’eredità industriale locale.

Il riciclo dei RAEE

Il ciclo produttivo del nuovo polo industriale si articolerà attraverso due fasi distinte e ad alta automazione. La prima fase riguarderà il disassemblaggio meccanico dei magneti, mentre la seconda si concentrerà sul recupero degli ossalati di terre rare tramite processi d’idrometallurgia.

Nello specifico, la sezione dedicata allo smontaggio sarà in grado di trattare mille tonnellate all’anno di rotori elettrici. L’impianto idrometallurgico disporrà invece di una capacità complessiva per processare duemila tonnellate annue di magneti permanenti provenienti da fonti diverse, come dischi rigidi e motori elettrici di piccola e grande taglia.

Il processo è progettato per abbattere l’impatto ambientale e gli sprechi. Ad esempio, le soluzioni acide impiegate nel trattamento idrometallurgico verranno riutilizzate fino a cinque volte prima dello smaltimento.

Le stime indicano che verranno recuperate circa 500 tonnellate di ossalati di terre rare all’anno, un quantitativo sufficiente per alimentare un milione di laptop o dieci milioni di magneti destinati al comparto dell’automotive elettrico.

La politica industriale nazionale

L’approvazione del piano è arrivata tramite un decreto direttoriale emanato dalla Direzione generale economia circolare e bonifiche (ECB), l’organo individuato come punto unico di contatto nazionale per i progetti strategici di riciclaggio, a conclusione di una procedura amministrativa che ha visto il coordinamento tra i vari enti competenti.

Sulla questione è intervenuta Vannia Gava, viceministra dell’ambiente e della sicurezza energetica, che ha evidenziato come l’autorizzazione costituisca un passo strategico per il futuro industriale del Paese:

Il progetto LIFE INSPIREE conferma il ruolo centrale dell’Italia nello sviluppo di tecnologie avanzate e rappresenta un modello concreto d’integrazione tra innovazione industriale, sostenibilità ambientale e sicurezza economica.

Secondo Gava, garantire l’approvvigionamento di materie prime critiche e investire sul recupero dai RAEE rappresenta una precisa scelta di politica industriale, volta a rendere l’Italia protagonista e competitiva nel panorama della sicurezza economica e della sostenibilità ambientale.