Un grandissimo Frosinone rovina la festa della Fiorentina. La doppietta di Raimondo e la testata di Bracaglia condannano la squadra di Grosso.

È aria di festa al Franchi in vista dei 100 anni di storia della Fiorentina. Una festa a cui ha partecipato tutta la città di Firenze, che ha illuminato i propri luoghi simbolo.
Entrambe le squadre vanno a caccia del riscatto dopo la prima giornata. Per la Viola è vietato sbagliare, per i ciociari c’è voglia di mandare un altro messaggio incoraggiante al campionato n vista della lotta salvezza.
Dopo appena 3 minuti arriva la prima chance per il Frosinone, con Kvernadze che ne punta due e libera il destro a giro. Palla alta non di molto.
All’11 i ciociari costruiscono un’altra bella azione, con Raimondo che lavora bene il pallone e scarica indietro per Bracaglia che calcia centrale. Sul ribaltamento di fronte, la Fiorentina si rende per la prima volta pericolosa con Pellegrino che serve Gudmundsson: l’islandese prova a piazzarla, ma trova un attento Palmisani.
Al 19′ primo grande spavento per la difesa gialloblù: Mastantuono (che 2 minuti prima è andato vicinissimo al bersaglio con un bel tiro a giro) trova il corridoio centrale per mandare in porta Gudmundsson, che parte con un istante di anticipo. Scavalcato Palmisani e palla messa dentro a porta vuota, ma l’assistente alza la bandierina.
Al 26′ si sblocca la partita: altra grandissima azione di Kvernadze, che salta Ndour, arriva sul fondo e la mette in mezzo rasoterra. Raimondo, in mezzo a tre maglie viola, riesce a colpire la palla e ad indirizzarla in porta, De Gea tocca ma non basta.
La Viola dopo il cooling break si scuote. Prima ci prova Atta dalla distanza, poi arrivano due pali nel giro di un minuto: prima Mastantuono si inventa lo spazio per rialzarsi dopo un contrasto con Bracaglia, e con una rasoiata spiazza Palmisani che si salva. Poi Valdepenas si inserisce in area e trova lo stesso legno. Ma la sfortuna non finisce qui.
Al 37′ Calò pennella sugli sviluppi di corner, Bracaglia si libera della marcatura di Atta e trova palla e specchio, proprio come a Castellammare l’anno scorso. È 0-2. La dea bendata salda così il debito che aveva con il Frosinone, dopo la traversa di Calvani nel finale contro la Juve.
Il raddoppio del Frosinone arriva nel momento di massima spinta dei padroni di casa, che accusano il colpo e rischiano di sprofondare nel recupero. De Gea però è reattivo sul tiro dalla distanza di Oyono.
All’intervallo arriva il primo cambio per il Frosinone: dentro Zerbin, fuori Fini.
La ripresa inizia con il solito angolo pericoloso di Calò, che questa volta trova l’inserimento di Monterisi, la cui conclusione finisce alta sopra la traversa.
Al 51′ doppio pericolo costruito dalla Fiorentina: Gudmundsson trova il fondo e mette un pallone forte in mezzo, ma Atta non riesce a trovare la sfera. Sulla ribattuta Ndour calcia a giro da fuori area, ma la palla finisce a lato di poco.
Al 62′ altro spavento per gli uomini di Alvini. Un instancabile Valdepenas scende sulla fascia ed effettua un cross basso. All’appuntamento con il pallone si presenta Mastantuono che calcia di prima intenzione, ma spedisce alto.
Al 68′ arriva il colpo del KO. Schmid fa tunnel a Oulai e serve Bracaglia che sventaglia di prima. Il pallone arriva a Raimondo che stoppa con il petto, la fa rimbalzare e lascia partire un sinistro potentissimo, che spacca la porta di De Gea. 3-0 e partita in ghiaccio. Nella settimana dell’arrivo di Bobcek, Raimondo manda un chiaro segnale ad Alvini.
La Fiorentina è in evidente difficoltà in fase difensiva, mentre in avanti crea ma non concretizza, complice anche la sfortuna. All’82’ Pellegrino si gira in un fazzoletto all’interno dell’area e calcia, ma la palla finisce di poco alla destra del palo.
Nel finale la squadra di Grosso si arrende, e al triplice fischio raccoglie i fischi del Franchi.
Nel frattempo parte la festa dei ciociari, in campo e sugli spalti. I primi 3 punti arrivano in una trasferta insidiosa, nel giorno della festa del centenario della Fiorentina. Confermate le buone sensazioni del secondo tempo dell’esordio contro la Juventus.
Altra secchiata di ghiaccio invece sulla Fiorentina. La difesa preoccupa: 7 gol in appena due partite è un dato horror, soprattutto per una squadra che viene da un grande calciomercato e che punta a tornare in Europa a fine stagione.
Frosinone: Palmisani, Oyono, Monterisi, Calvani (Dal 74′ Cittadini), Bracaglia (Dal 74’Terzic), Calò (Dal 82’ Grillitsch), Masini, Fini (Dal 46’ Zerbin), Schmid, Kvernadze, Raimondo (Dal 89′ Birligea). A disposizione: Pisseri, Desplanches, Fayed, Chichella, Grillitsch, Akpougouma, Terzic, Zerbin, Tchato, Birligea, Cittadini, Amey, El Azzouzi, Hasa. Allenatore: Alvini.
Fiorentina: De Gea, A. Jimenez (Dal’84 Joao Mario), Dragusin, Pongracic (Dal 62′ Viery), Valdepenas, Ndour (Dal 61′ Fagioli), Oulai (Dal 71′ Mandragora), Atta, Mastantuono, Pellegrino, Gudmundsson (Dal 71′ Brescianini). A disposizione: Lezzerini, Viery, Jallow, Mazzeo, Pirro, Ranieri, Mandragora, Dodò, Christensen, Fagioli, Joao Mario, Brescianini. Allenatore: Grosso.
