È operativo da lunedì 22 giugno il Centro «Insieme per la Vita», il nuovo servizio di ascolto e supporto psicologico gratuito promosso nell’ambito del progetto di sensibilizzazione «Insieme per la Vita», nato per rafforzare le attività di prevenzione del suicidio e dei gesti autolesivi sul territorio.
L’iniziativa rientra in un percorso più ampio che comprende convegni, gazebo informativi e corsi di formazione rivolti sia ai professionisti del settore sia alla cittadinanza, con l’obiettivo di diffondere una maggiore cultura della prevenzione e dell’ascolto.
Un servizio dedicato ai giovani e alle loro famiglie
Il Centro è rivolto agli adolescenti e ai giovani tra i 13 e i 20 anni residenti nei 23 Comuni del Distretto Sociale B, ma offre sostegno anche ai familiari e agli amici di persone che hanno perso una persona cara a causa del suicidio.
I colloqui saranno individuali, avranno una durata indicativa di 45 minuti e si svolgeranno in un ambiente riservato e protetto, con il supporto di professionisti qualificati.
Il servizio è attivo ogni mercoledì dalle 10 alle 12 presso la sede dei Servizi Welfare del Comune di Frosinone, in via Armando Fabi. Secondo quanto riferito dai delegati del progetto, sono già state registrate le prime prenotazioni.
L’assessore Turriziani: «La prevenzione deve tradursi in servizi concreti»
«L’apertura del Centro Insieme per la Vita rappresenta un traguardo di grande valore sociale per la nostra comunità e costituisce il secondo importante obiettivo, dopo il corso di prevenzione tenutosi il 18 giugno nei locali della Villa Comunale, raggiunto nell’ambito del Protocollo d’Intesa per la prevenzione del suicidio e dei gesti autolesivi. Un percorso che ho fortemente voluto promuovere a seguito dei numerosi e drammatici episodi che hanno colpito il nostro territorio.

Quando abbiamo avviato questo progetto lo abbiamo fatto con una convinzione precisa: la prevenzione non può limitarsi alle parole, ma deve tradursi in servizi concreti, facilmente accessibili e capaci di intercettare il disagio prima che sia troppo tardi. Parlare del disagio non deve più essere un tabù. Chiedere aiuto è un gesto di coraggio e noi vogliamo che ogni persona sappia di poter trovare una porta aperta. Continueremo a lavorare con determinazione affinché il protocollo trovi piena attuazione attraverso ulteriori iniziative, perché ogni vita ha un valore inestimabile e merita di essere ascoltata, sostenuta e protetta. La prevenzione del suicidio è una responsabilità collettiva. Solo facendo rete possiamo davvero fare la differenza».
